Dettagli Progetto

Titolo

ANDREOTTI

Progetto

PASTICCERIA

Luogo

ROMA ITALIA

Mq

150

Anno

2007

Responsabile
del Progetto

Andrea Lupacchini

Progettisti

Andrea Lupacchini – Luca Solazzo

Collaboratori

Alessandra Zevi

Fotografo

Francesco Galli

Nel quartiere Ostiense di Roma, tra il gasometro e la Garbatella, è stata riprogettata la pasticceria Andreotti. Un locale storico, presente nella selezione del Gambero Rosso come una delle migliori pasticcerie di Roma e d’Italia, esistente dal 1936, sopravvissuta ad un bombardamento della seconda guerra mondiale, è una delle location preferite dal regista Ferzan Ospetek.
Punto di partenza obbligato è stato proprio quello di confrontarsi con un locale fortemente appartenente alla storia di Roma. Per questo l’intervento è stato realizzato utilizzando principalmente materiali “caldi” di storico impatto percettivo-sensoriale, come l’ottone brunito, il ferro brunito, il vetro e il gesso miscelati ad altri “soft touch” come il tessuto metallizzato bronzo, il corian bianco ed il metacrilato per realizzare uno spazio dai chiari segni contemporanei.
Gli elementi compositivi del progetto sono:
L’involucro originale, svuotato completamente, non è stato rasato o “messo a squadro” ma solo rivestito ad intonachino grigio tortora mantenendo così tutte le imperfezione del tempo.
Lo spessore murario originale, mantenuto tale nel lato di ingresso è dissimulato sul fronte opposto da un rivestimento in lastre di vetro color fucsia sulle quali insistono le mensole espositore dei nastri in ottone brunito.
L’elemento regolatore dello spazio è un “nastro” in ottone brunito cheritma tutto il locale attraversandolo costantemente da una parte all’altra, assolvendo alle funzioni ora di mensole ora di piani di appoggio.
Staccato dalla parete e dal nastro, si contrappone un elemento orizzontale che corre lungo tutto il locale, con funzione espositiva, costituito da un pannello rivestito in tessuto metallizzato bronzo con nicchie in ottone brunito. Il pannello produce una continuità prospettica lungo tutto lo spazio, interrotto solo dalla vetrina principale e dagli ingressi.
Una parete-scultura in gesso bianco, realizzata su disegno come tutti gli arredi, rappresenta il punto prospettico finale. La luce radente accentua la sua tridimensionalità ed i suoi morbidi lineamenti; la parete, all’interno di uno spazio dai volumi netti e precisi, rappresenta, con la sua fluidità, un’eccezione cromatico-materica dal forte impatto emotivo per l’area lounge.
Il bancone, un monolite in corian bianco, lungo complessivamente 17 metri, caratterizza le due aree principali suddividendo nettamente lo spazio in area operativa e area clienti.
La parete fotografica che scherma i servizi e i locali tecnicinonché l’accesso ai laboratori racconta la storia della famiglia Andreotti.
Il controsoffitto è un volume sospeso di forte tridimensionalità, alleggerito nel suo peso materico dalla presenza di cupole di diverso diametro che scavano al suo interno.
Il nastro verticale accompagna lo sguardo del fruitore fino ad incontrare così un nuovo scenario; una fitta trama di piani e volumi che arricchisce l’intero spazio.
I lampadari d’epoca, del “Vecchio Andreotti” in corrispondenza degli ingressi trovano spazio all’interno di due delle tante cupole.
Il controsoffitto a cupole di forte impatto emozionale produce un effetto dinamico e mutevole.
Particolare cura e attenzione è stata dedicata all’illuminazione, studiata per rispondere alle esigenze di carattere sia tecnico che emozionale.
Dalla mattina alla sera, dalla colazione all’aperitivo, una miscela di alogene, ioduri metallici fluorescenti lineari, led ed RGB, tutti regolati attraverso apposite centraline, danno luogo a scenari sempre mutevoli e dinamici.
Cuore del progetto illuminotecnico sono le cupole RGB progettate e realizzate su disegno.
Caratterizzano in maniera dinamica tutto lo spazio, sovrapponendosi al layer dei nastri di ottone dando luogo ad una trama di luci ed ombre sempre diversi.
Illuminazione diretta, indiretta, e retroilluminazione si intrecciano costantemente a seconda delle funzioni assolte durante l’arco della giornata, fino all’aperitivo serale, momento in cui rimangono attive sole le RGB delle cupole e l’illuminazione della parete-scultura in gesso bianco, costituita da fluorescenti lineari a tonalità bianco caldo e freddo miscelati sia nella tonalità che nell’intensità.
I led RGB sotto il bancone producono una guida di luce in accordo cromatico con le cupole.
L’illuminazione a led delle nicchie, la luce radente sulla parete fotografica e sulla parete scultura, la luce indiretta che emerge dalle gole del controsoffitto, l’illuminazione puntuale sui tavolini, l’illuminazione più tecnica nelle aree operative e la retroilluminazione del nastro orizzontale costituiscono il complesso progetto illuminotecnico in grado di plasmarne la stessa struttura architettonica.
Il pavimento scuro, color testa di moro, alleggerisce per contrasto l’intero involucro;la sua neutralità sposta il peso percettivo verso l’alto dove la densità cromatico-materica è maggiore sovvertendo la normale percezione da parte del fruitore.
La ricchezza del lessico compositivo, l’eleganza formale, rende omaggio ad uno dei locali storici di Roma proiettandolo nel futuro.