Dettagli Progetto

Titolo

BALDUINA

Progetto

ABITAZIONE PRIVATA

Luogo

ROMA ITALIA

Mq

170

Anno

2000

Progettisti

Luca Solazzo – Valeria Emanuele – Sara Sferrazza

Fotografi

Cinzia Carbonelli – Adriana Seganti

È l’accurato disegno di ogni componente a generare, in questa abitazione, una nuova tessitura e ad attribuire, agli ambienti, valori non unicamente funzionali partendo da una distribuzione originaria razionale ma priva di carattere. Materiali, finiture, disegno puntuale dei volumi e dei dettagli esecutivi sono fattori essenziali della nuova veste architettonica che modifica l’involucro esistente con alcuni elementi plastici e nuovi arredi fissi. L’eleganza spaziale che deriva da questi interventi, misurati ma architettonicamente controllati, non è frutto di un’operazione formalistica; il rigore linguistico trova motivo da ragioni funzionali ma, soprattutto, percettive.

La radicale ristrutturazione ha permesso una riconsiderazione assoluta delle funzioni e degli ambiti domestici.
La nuova distribuzione spaziale ben distingue il nucleo notte/studio da quello giorno/rappresentanza: la connessione tra i due nuclei è rappresentata dal corridoio organizzato da un sistema di pannelli che, proiettando a terra la superficie di finitura in betulla, segnalano l’accesso ai vari ambienti domestici.
Blocchi, volumi, superfici opache o trasparenti organizzano le funzioni istituendo reciproche e ininterrotte relazioni.
Soggiorno, cucina, pranzo, camere da letto e bagno sono episodi di uno spazio organico privo di chiusure, eventualmente dotato di schermi che si susseguono in un gioco di incastri.
Così lo spazio cucina è definito dal contrapporsi di superfici e volumi in cristallo, pietra, legno: una quinta di chiusura verso la zona pranzo, composta da pannelli in vetro temprato satinato, scorrevoli linearmente in più posizioni, offre uno schermo soprattutto psicologico che effettivo.
Sul fronte opposto a tale quinta, allineato ad essa, è il volume contenitore, in legno di betulla, a definire l’altra parete di contenimento dell’ambiente pranzo.

Tale volume è disegnato da un gioco di scomposizione di piani che corrispondono alle ante apribili con impugnatura a scomparsa; due pannelli/porta a tutt’altezza in legno wenge ne costituiscono lo sfondo e lasciano comprendere, con la scura ed uniforme cromaticità, la presenza di spazi più privati (stireria e bagno di servizio).
La contrapposizione è il filo conduttore del progetto e si ripropone nell’ambiente bagno dove alla chiara omogeneità del travertino in falda e della betulla corrisponde un contrappunto di piani e volumi in cristallo e wenge che articolano lo spazio in base alle funzioni.
La camera da letto padronale si distingue per il gioco d’incastro scuro/chiaro tra il volume letto in noce tanganika sospeso ed aggettante dal volume cabina armadio in betulla. Dal taglio d’intersezione tra i due proviene la luce d’atmosfera necessaria per la lettura notturna.

Il tema progettuale dell’incastro riappare nell’ambiente camera/studio. Qui la continua linearità di mensole a giorno incastrate in un mobile contenitore in betulla disegna l’ambito studio la cui area di pertinenza è ribadita dal gioco di materia/colore nel pavimento dove in corrispondenza di piani o volumi rialzati un inserto in resina di colore chiaro si sostituisce al parquet iroko. Una lastra in vetro acidato attraversa parte delle mensole rimanendo sospesa dal pavimento a generare un filtro visivo tra l’attività-studio e l’attività-riposo.